Isterectomia totale

L’asportazione dell’utero o isterectomia può essere eseguita attraverso tre vie di accesso

  1. Via vaginale
  2. Via laparotomica (incisione sull'addome)
  3. Via mini-invasiva (laparoscopica o robotica)

La via chirurgica è condizionata in primis dalla patologia da trattare, cioè se siamo di fronte ad una neoplasia oppure ad una patologia benigna.
In generale la via laparotomica e più modernamente la via mini-invasiva vengono usate in caso di neoplasie, in quanto in questo caso l'isterectomia deve essere radicale (tipo A, B e C), cioè l'asportazione insieme all'utero anche del tessuto di sostegno all'utero.

La via addominale che sia essa mini-invasiva o tradizionale consente a differenza della via vaginale anche l'eventuale asportazione dei linfonodi, procedura necessaria in alcuni tipi di tumore.

La via vaginale, quando fattibile, è da preferire alle altre tecniche in quanto la paziente può anche beneficiare della anestesia loco-regionale (così detta spinale). Inoltre con la via vaginale non si mobilizza l'intestino quindi gli organi addominali non vengono disturbati durante l'intervento, questo diminuisce i tempi di ripresa post-operatori.

La tecnica vaginale, viene generalmente praticata in caso di prolasso uterino, ma può essere applicata anche in caso di uteri con miomi. La grandezza dell'utero non è limitante, i parametri che il ginecologo deve valutare durante la visita sono la mobilità dell'utero, numero di parti o eventuali interventi ginecologi pregressi.

Voluminosi uteri che occupano la parte inferiore dell'addome o che arrivano all'ombelico, necessitano con la chirurgia tradizione, ampie incisioni trasversali (come il taglio cesareo) oppure incisioni longitudinali (dall'ombelico in giù).

Oggi in mani esperte, solo il 10% delle isterectomie dovrebbero essere eseguite con il taglio sull'addome, il 90% possono essere eseguite per via mini-invasiva (laparoscopica o robotica).
Senza il taglio sull’addome i vantaggi sono i seguenti:

  1. Integrità corporea della donna (fattore estetico)
  2. Riduce il dolore post-operatorio (determinato per lo più dalla ferita)
  3. Assenza dei problemi legati alla ferita (infezioni e-o ernie)
  4. Ridotta degenza in ospedale
  5. Riduzione della formazione di aderenze pelviche ed addominali
  6. Riduzione dell'uso di farmaci antidolorifici

L'intervento di isterectomia per vai mini-invasiva viene eseguita praticando 3-4 incisioni sull'addome del diametro di 5 mm.

Le incisioni di 5 mm vengono eseguite una a livello soprapubico due a livello addominale laterale ed una di 1 cm nella cicatrice addominale. Come ausilio per l'intervento per via vaginale viene posizionato uno strumento definito manipolatore uterino.

Dopo che l'isterectomia viene completata, l'utero ed i relativi fibromi vengono asportati per via vaginale, previa sezione degli stessi.

La cupola vaginale, parte profonda della vagina dove c'era il collo dell'utero, viene suturata con fili riassorbibili.